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	<description>Viaggiando. Un diario di bordo e altri appunti</description>
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		<title>La Costituzione degli artisti</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 10:53:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tutti hanno il diritto di morire ma non è un obbligo. Costituzione della Repubblica di Užupis, art.3 Questo riportato qui sopra è l&#8217;articolo 3 della Costituzione della Repubblica di Užupis, il minuscolo &#8216;stato&#8217; racchiuso nel cuore della città di Vilnius, bellissima capitale lituana. Užupis, che significa oltre il fiume, nasce nel 1998 in un antico quartiere di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uotw.wordpress.com&amp;blog=9950389&amp;post=494&amp;subd=uotw&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft" src="http://img833.imageshack.us/img833/4117/uzupis.jpg" alt="" width="220" height="146" />Tutti hanno il diritto di morire ma non è un obbligo.</em><br />
<strong>Costituzione della Repubblica di Užupis, art.3</strong></p>
<p>Questo riportato qui sopra è l&#8217;articolo 3 della Costituzione della <strong>Repubblica di Užupis</strong>, il minuscolo &#8216;stato&#8217; racchiuso nel cuore della città di <strong>Vilnius</strong>, bellissima capitale lituana. Užupis, che significa <em>oltre il fiume</em>, nasce nel 1998 in un antico quartiere di artigiani trasformandolo nel distretto dei romantici, dei poeti, degli artisti, costellandolo di gallerie d&#8217;arte e di <em>atelier</em>, di caffè e fantasia. La repubblica ha un suo presidente, un suo inno, una bandiera che varia di colore a seconda delle stagioni e anche un esercito formato da diciassette elementi. Lungo i propri confini il 1 aprile, festa nazionale, si possono incontrare gendarmi variopinti armati di timbro da apporre sui passaporti dei visitatori.</p>
<p>Di questa allegra repubblica hanno ormai preso possesso pittori, scultori, musicisti e artisti di ogni genere; hanno dipinto di mille colori vecchie catapecchie, eretto statue e si sono dati perfino una costituzione, appesa ai muri della centrale Paupio gatvé. Il documento, con i suoi quarantuno articoli, sancisce, tra gli altri, il diritto ad un tetto, all&#8217;acqua calda, ad essere mediocri o sconosciuti, a essere o possedere cani o gatti. Nei suoi ultimi articoli ricorda fondamentali raccomandazioni quali: non combattere (art. 40), non arrenderti (art. 41). Proprio in base a questi ultimi due articoli il Dalai Lama è stato insignito della cittadinanza onoraria.</p>
<p>Il simbolo nazionale è l&#8217;Angelo di Užupis, un cherubino su una colonna posta nella piazza principale. Simboleggia la  libertà d&#8217;espressione artistica assicurata in questo quartiere. Eretto nel 2002 ha sostituito una precedente statua raffigurante un gigantesco uovo, venduto poi ad un&#8217;asta per finanziare le casse dello stato.</p>
<p>Un unico neo: la repubblica non è riconosciuta da nessun governo ma questo, per gli artisti di Užupis, ha ben poca importanza.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/uotw.wordpress.com/494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/uotw.wordpress.com/494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/uotw.wordpress.com/494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/uotw.wordpress.com/494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/uotw.wordpress.com/494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/uotw.wordpress.com/494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/uotw.wordpress.com/494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/uotw.wordpress.com/494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/uotw.wordpress.com/494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/uotw.wordpress.com/494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/uotw.wordpress.com/494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/uotw.wordpress.com/494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/uotw.wordpress.com/494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/uotw.wordpress.com/494/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uotw.wordpress.com&amp;blog=9950389&amp;post=494&amp;subd=uotw&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Le croci di Siauliai</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 11:40:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le croci, in Lituania, sono un simbolo antico e pagano. Si possono ancora ammirare, decorate, all&#8217;incrocio dei tetti e sulle facciate delle case. Esistevano già al momento dell&#8217;arrivo dei primi cristiani e sono qualcosa di più e di diverso dal simbolo religioso che conosciamo. Forse è per questo che la Collina delle Croci, a pochi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uotw.wordpress.com&amp;blog=9950389&amp;post=485&amp;subd=uotw&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#333333;"><img class="alignleft" src="http://img717.imageshack.us/img717/8228/siauliai.jpg" alt="" width="233" height="175" />Le croci, in <strong>Lituania</strong>, sono un simbolo antico e pagano. Si possono ancora ammirare, decorate, all&#8217;incrocio dei tetti e sulle facciate delle case. Esistevano già al momento dell&#8217;arrivo dei primi cristiani e sono qualcosa di più e di diverso dal simbolo religioso che conosciamo. Forse è per questo che la <strong>Collina delle Croci</strong>, a pochi chilometri dalla città di Siauliai, non somiglia affatto ad un luogo di pellegrinaggio come tanti altri.</span></p>
<p><span style="color:#333333;">Non ci sono chiese, nè cappelle, nè funzioni religiose ad accompagnare la visita dei pellegrini. Le croci sono migliaia. Grandi e piccole, ricche e povere, decorate oppure semplicissime, portano simboli, stemmi, incisioni con nomi, frasi, date, altre sono completamente anonime; alcune sono abbellite da sciarpe, indumenti, peluches, catenine. Una è semplicemente formata da due matite incrociate tenute assieme da un elastico per capelli. Ogni croce una speranza.<span id="more-485"></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;"> Il luogo è sacro da tempo immemorabile. Leggende parlano di vergini che qui mantenevano perennemente accesi i fuochi sacri dedicati a chissà quale dio. Sembra che un mercante sia venuto qui a piantare una croce nella speranza che sua figlia guarisse dalla malattia che la stava consumando. La cosa funzionò e da allora la piccola collina iniziò ad essere cosparsa di croci. Con l&#8217;avvento del cristianesimo le croci assunsero anche un significato religioso. La croce fu anche un simbolo di identità nazionale di resistenza politica nei confronti degli zar russi prima e dell&#8217;occupazione sovietica più tardi. Più volte l&#8217;Armata Rossa spianò la collina vietando la posa di nuove croci ma ogni volta, come per miracolo, al mattino successivo ne spuntavano di nuove.</span></p>
<p><span style="color:#333333;">&#8220;Pensate a quanta speranza è concentrata in questo luogo&#8221; dice Raimonda, guida sensibile, con gli occhi lucidi. Tutto intorno regna il silenzio del rispetto, perchè dietro ogni speranza c&#8217;è spesso un dolore. Se la speranza degli uomini avesse un suono sarebbe questo tintinnio delle croci nel vento.</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/uotw.wordpress.com/485/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/uotw.wordpress.com/485/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/uotw.wordpress.com/485/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/uotw.wordpress.com/485/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/uotw.wordpress.com/485/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/uotw.wordpress.com/485/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/uotw.wordpress.com/485/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/uotw.wordpress.com/485/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/uotw.wordpress.com/485/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/uotw.wordpress.com/485/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/uotw.wordpress.com/485/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/uotw.wordpress.com/485/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/uotw.wordpress.com/485/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/uotw.wordpress.com/485/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uotw.wordpress.com&amp;blog=9950389&amp;post=485&amp;subd=uotw&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Cordes, all&#8217;assalto del cielo</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 15:21:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le voyageur qui, de la terrasse de Cordes, regarde la nuit d&#8217;été sait ainsi qu&#8217;il n&#8217;a pas besoin d&#8217;aller plus loin et que, s&#8217;il veut, la beauté ici, jour après jour, l&#8217;enlèvera à toute solitude. Albert Camus  Questa citazione  saluta i visitatori proprio all’imbocco della Grande Rue, accanto all’Ufficio del Turismo. In molti si sono [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uotw.wordpress.com&amp;blog=9950389&amp;post=475&amp;subd=uotw&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#333333;"><em><img class="alignleft" src="http://img195.imageshack.us/img195/604/cordes.jpg" alt="" width="249" height="164" />Le voyageur qui, de la terrasse de Cordes, regarde la nuit d&#8217;été sait ainsi qu&#8217;il n&#8217;a pas besoin d&#8217;aller plus loin et que, s&#8217;il veut, la beauté ici, jour après jour, l&#8217;enlèvera à toute solitude.<br />
</em><strong>Albert Camus </strong></span></p>
<p><span style="color:#333333;">Questa citazione  saluta i visitatori proprio all’imbocco della Grande Rue, accanto all’Ufficio del Turismo. In molti si sono riconosciuti in quelle parole e il villaggio si è riempito di scultori, artisti, pittori che, ben prima che il paese mutasse il proprio nome in <strong>Cordes-sur-Ciel</strong>, nel 1993, hanno piantato qui il loro cavalletto e non se ne sono più andati.<span id="more-475"></span><br />
</span><br />
<span style="color:#333333;">Fondata nel 1222 da Raimondo IV oppure VI oppure VII (guide e uffici del turismo sembrano avere opinioni diverse al riguardo), conte di Tolosa, pur contrastando la crociata contro i catari, non fu mai direttamente coinvolta negli eventi e non seguì così il destino riservato a molte altre <em>bastides</em> che avevano abbracciato l’eresia catara. Fino agli anni del suo declino, nel periodo della guerra dei Cent’Anni, Cordes fu resa ricca e popolosa dalle stoffe dei suoi tintori e dai traffici dei suoi mercanti.<br />
</span><br />
<span style="color:#333333;"><em>Un cumulo di case lanciate all’assalto del cielo</em>, sempre secondo Camus, con un dedalo di stradine ripide che si dipanano dalla Grande Rue che dalla città bassa risale fino alla sommità, nella piazza centrale dove si trova una grande <em>halle</em> del Trecento sorretta da ventiquattro pilastri. Da qui un pozzo (illuminabile a pagamento) scende per ben 114 metri nella collina. Per fortuna anche qui i negozi sono ancora sobri e non si sono fatti prendere dalla frenesia kitch che riempie di armature di gomma e spade di plastica i vicoli di Carcassonne e Rocamadour. </span><span style="color:#333333;">Il panorama sulla campagna circostante è, ancora una volta, splendido.</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/uotw.wordpress.com/475/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/uotw.wordpress.com/475/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/uotw.wordpress.com/475/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/uotw.wordpress.com/475/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/uotw.wordpress.com/475/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/uotw.wordpress.com/475/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/uotw.wordpress.com/475/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/uotw.wordpress.com/475/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/uotw.wordpress.com/475/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/uotw.wordpress.com/475/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/uotw.wordpress.com/475/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/uotw.wordpress.com/475/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/uotw.wordpress.com/475/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/uotw.wordpress.com/475/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uotw.wordpress.com&amp;blog=9950389&amp;post=475&amp;subd=uotw&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il castello Wawel</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 10:06:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cracovia]]></category>
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		<description><![CDATA[La memoria storica della Polonia è qui, su questa altura, fra le aiuole perfette, gli edifici magnificamente conservati dei palazzi e le cupole dorate delle cappelle dove riposano, sepolti nella cattedrale, gli antichi re. Non sono solo i turisti a visitare questa reliquia storica: anche molti polacchi portano qui i loro bambini perché possano vedere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uotw.wordpress.com&amp;blog=9950389&amp;post=446&amp;subd=uotw&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://img844.imageshack.us/img844/9603/wawel.jpg" alt="" width="208" height="143" /><span style="color:#333333;">La memoria storica della Polonia è qui, su questa altura, fra le aiuole perfette, gli edifici magnificamente conservati dei palazzi e le cupole dorate delle cappelle dove riposano, sepolti nella cattedrale, gli antichi re. Non sono solo i turisti a visitare questa reliquia storica: anche molti polacchi portano qui i loro bambini perché possano vedere il luogo da dove ha avuto origine la storia del loro paese.<span id="more-446"></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;">Sotto una delle piccole cupole gemelle della cattedrale troviamo il gioiello inaspettato di un grande e semisconosciuto emigrante toscano, </span><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bartolommeo_Berrecci"><span style="color:#333333;">Bartolomeo Berrecci</span></a><span style="color:#333333;">, che approdò da queste parti per scolpire la Cappella di Sigismondo, un gioiello di marmo rosso davanti al cui ingresso il monumento funebre della regina Edvige, bianco e solenne, ricorda quello nel duomo di Lucca di Ilaria del Carretto, signora dei Guinigi. Dalla sagrestia si può salire sulla Torre Sigismondo sulle orme di un&#8217;altra leggenda che vuole che una delle cinque campane, la più grande, avesse il potere, con il suo rintocco, di disperdere le nuvole e far risplendere il sole.</span></p>
<p><span style="color:#333333;">Ad un angolo del giardino, poco dietro la Torre dei Ladri, ci aspetta un&#8217;altro dei miti di <strong>Cracovia</strong>. Ma prima di scendere la rampa, lunga e ripida, di gradini che portano alla Grotta del Drago, conviene soffermarsi sul panorama. In basso scorre la Vistola che disegna un ampia curva bordata di piccoli prati verdi e ordinati; in lontananza si può vedere il singolare monumento all&#8217;eroe nazionale Kosciuszko, una collinetta artificiale coperta di erba e solcata da stradine bianche decorative. Al momento della fondazione della città gli abitanti si trovarono di fronte ad un insormontabile problema: la collina del Wawel era abitata da un drago che, per risparmiare gli abitanti, pretendeva un tributo pagabile in vergini e fanciulli. Un cavaliere, o secondo altre versioni più popolari un ciabattino, riuscì con l&#8217;inganno a far bere il drago fino a farlo scoppiare. La storia ci viene ricordata in ogni negozio o bancarella della città con draghetti verdi e rossi in forma di pupazzi, tazze, portachiavi, magliette, zainetti, e tutto il resto.</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/uotw.wordpress.com/446/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/uotw.wordpress.com/446/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/uotw.wordpress.com/446/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/uotw.wordpress.com/446/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/uotw.wordpress.com/446/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/uotw.wordpress.com/446/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/uotw.wordpress.com/446/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/uotw.wordpress.com/446/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/uotw.wordpress.com/446/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/uotw.wordpress.com/446/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/uotw.wordpress.com/446/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/uotw.wordpress.com/446/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/uotw.wordpress.com/446/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/uotw.wordpress.com/446/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uotw.wordpress.com&amp;blog=9950389&amp;post=446&amp;subd=uotw&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Novodevichy</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 10:12:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Aspettate che scenda la notte e fermate l&#8217;auto sulla Novodevich&#8217;ya Naberezhnaya che corre lungo la Moskova, all&#8217;altezza del parco. Inoltratevi sotto gli alberi e dopo poche decine di metri incontrerete le oche di bronzo che Barbara Bush ha donato , anni fa, ai bambini di Mosca. Ecco, è proprio a questo punto che, sulla riva [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uotw.wordpress.com&amp;blog=9950389&amp;post=430&amp;subd=uotw&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://img838.imageshack.us/img838/4672/novodevichyconventwpcfa.jpg" alt="" width="232" height="154" /><span style="color:#333333;">Aspettate che scenda la notte e fermate l&#8217;auto sulla Novodevich&#8217;ya Naberezhnaya che corre lungo la Moskova, all&#8217;altezza del parco. Inoltratevi sotto gli alberi e dopo poche decine di metri incontrerete le oche di bronzo che Barbara Bush ha donato , anni fa, ai bambini di <strong>Mosca.</strong> Ecco, è proprio a questo punto che, sulla riva del laghetto, gli alberi sembrano aprirsi per lasciar intravedere, illuminato come in una favola, il monastero di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Convento_di_Novodevi%C4%8Dij">Novodevichy</a>, o delle Novizie. E&#8217; sicuro che a questo punto il cuore salterà un colpo.<span id="more-430"></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;">Costruito nel 1524 nei pressi di quello che veniva chiamato il Campo delle Vergini perchè i tartari vi vendevano le ragazze come schiave, il monastero si specchia nelle acque ferme del lago. Si dice che sia questo il lago che Tchaikovskiy immaginò come il suo Lago dei Cigni. Le cupole dorate della cattedrale della Vergine di Smolensk, le torri rosse ornate di bianco sono una meraviglia in pieno giorno, ma la notte raggiungono vette di fascino incredibili, grazie ad una illuminazione che mette in risalto ogni forma e particolare. Nel cimitero del convento sono sepolti, tra gli altri, Bulgakov, Gogol, Prokoviev, Cecov, Krushev, Raissa Gorbachova.</span></p>
<p><span style="color:#333333;">Dopo aver respirato tutta questa bellezza affrettatevi a recuperare l&#8217;auto prima di trovare una multa sul parabrezza.</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/uotw.wordpress.com/430/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/uotw.wordpress.com/430/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/uotw.wordpress.com/430/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/uotw.wordpress.com/430/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/uotw.wordpress.com/430/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/uotw.wordpress.com/430/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/uotw.wordpress.com/430/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/uotw.wordpress.com/430/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/uotw.wordpress.com/430/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/uotw.wordpress.com/430/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/uotw.wordpress.com/430/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/uotw.wordpress.com/430/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/uotw.wordpress.com/430/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/uotw.wordpress.com/430/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uotw.wordpress.com&amp;blog=9950389&amp;post=430&amp;subd=uotw&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il maratoneta di San Pietroburgo</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 09:23:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[San Pietroburgo]]></category>

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		<description><![CDATA[Probabilmente, alla sera, navigando tra i canali di San Pietroburgo, troverete qualcuno che dai ponti saluti il passaggio del vostro battello. E&#8217; al secondo ponte che me ne accorgo. E&#8217; un ragazzino biondo con la maglietta rossa. Cerca di farsi notare salutando vistosamente. Qualcuno risponde al saluto. Sorrido e faccio lo stesso. Poi, prima ancora [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uotw.wordpress.com&amp;blog=9950389&amp;post=421&amp;subd=uotw&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#333333;"><img class="alignleft" src="http://img38.imageshack.us/img38/6220/sanpietroburgo440.jpg" alt="" width="164" height="131" />Probabilmente, alla sera, navigando tra i canali di San Pietroburgo, troverete qualcuno che dai ponti saluti il passaggio del vostro battello.</span></p>
<p><span style="color:#333333;">E&#8217; al secondo ponte che me ne accorgo. E&#8217; un ragazzino biondo con la maglietta rossa. Cerca di farsi notare salutando vistosamente. Qualcuno risponde al saluto. Sorrido e faccio lo stesso. Poi, prima ancora che il battello abbia superato completamente il ponte, lui scappa via, correndo. Lo vediamo correre lungo i canali, le piazze, le vie. Pochi minuti più tardi, al ponte successivo, lui è di nuovo lì, pronto ad agitare la mano per farsi notare. Appena si accorge che lo abbiamo visto riprende a correre. <span id="more-421"></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;">E così via, per quasi un&#8217;ora, fino all&#8217;attracco del battello dove si fa trovare sorridente e ansimante. Alcuni gli accarezzano la testa, altri lasciano qualche rublo nella sua mano. Lui non chiede niente. Sorride e basta. Senza fiato.<br />
</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/uotw.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/uotw.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/uotw.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/uotw.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/uotw.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/uotw.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/uotw.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/uotw.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/uotw.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/uotw.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/uotw.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/uotw.wordpress.com/421/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/uotw.wordpress.com/421/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/uotw.wordpress.com/421/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uotw.wordpress.com&amp;blog=9950389&amp;post=421&amp;subd=uotw&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il buon pilota</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 11:16:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Russia]]></category>

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		<description><![CDATA[Si dice che il pilota finlandese Laus Dei Saxell (1914 &#8211; 2001) ricevette un mattino d&#8217;inverno del 1941 l&#8217;ordine di bombardare e radere al suolo gli edifici religiosi, presunto rifugio di partigiani russi, presenti sull&#8217;isola di Kizhi, una striscia di terra stretta e lunga sul grande lago Onega, nella Carelia meridionale. Il giovane pilota si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uotw.wordpress.com&amp;blog=9950389&amp;post=410&amp;subd=uotw&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#333333;"><img class="alignleft" src="http://img826.imageshack.us/img82" alt="" width="1" height="1" /><img class="alignleft" src="http://img826.imageshack.us/img82" alt="" width="1" height="1" /><img class="alignleft" title="Kizhi" src="http://img826.imageshack.us/img826/111/kizhi.jpg" alt="" width="187" height="141" />Si dice che il pilota finlandese Laus Dei Saxell (1914 &#8211; 2001) ricevette un mattino d&#8217;inverno del 1941 l&#8217;ordine di bombardare e radere al suolo gli edifici religiosi, presunto rifugio di partigiani russi, presenti sull&#8217;isola di <strong>Kizhi</strong>, una striscia di terra stretta e lunga sul grande lago Onega, nella Carelia meridionale.</span></p>
<p><span style="color:#333333;">Il giovane pilota si alzò in volo ma una volta giunto sull&#8217;obiettivo non trovò traccia del nemico. Vide invece spiccare dal manto di neve la splendida chiesa della Trasfigurazione, isolata in mezzo al bianco invernale. Le innumerevoli guglie di legno, costruite ad incastro senza nemmeno un chiodo, sfidavano il cielo da secoli e non volle essere lui a distruggere una simile meraviglia. <span id="more-410"></span>Molti anni più tardi, ormai crollata anche l&#8217;URSS, gli abitanti di Kizhi si ricordarono di quell&#8217;aereo che rinunciò a bombardare la loro chiesa e, rintracciato il pilota, lo invitarono sulla loro isola.</span></p>
<p><span style="color:#333333;">La striscia di terra in mezzo al lago deve la sua fortuna a quel pilota che rinunciò a distruggere ciò che oggi è protetto come patrimonio dell&#8217;umanità. Qui Laus Dei Saxell viene ancora ricordato con impagabile affetto.</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/uotw.wordpress.com/410/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/uotw.wordpress.com/410/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/uotw.wordpress.com/410/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/uotw.wordpress.com/410/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/uotw.wordpress.com/410/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/uotw.wordpress.com/410/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/uotw.wordpress.com/410/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/uotw.wordpress.com/410/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/uotw.wordpress.com/410/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/uotw.wordpress.com/410/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/uotw.wordpress.com/410/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/uotw.wordpress.com/410/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/uotw.wordpress.com/410/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/uotw.wordpress.com/410/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uotw.wordpress.com&amp;blog=9950389&amp;post=410&amp;subd=uotw&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Tra i due laghi</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 10:37:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Russia]]></category>

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		<description><![CDATA[La cosa che più fa male è l&#8217;incontro con le vecchiette. Ti si stringe il cuore a vederle lì, in mezzo alla strada, avvicinarsi ai turisti per offrire un mazzo di fiorellini di campo. Sembra fin troppo evidente che la dignità impone loro di offrire qualcosa in cambio di pochi spiccioli, una sorta di elemosina [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uotw.wordpress.com&amp;blog=9950389&amp;post=398&amp;subd=uotw&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#333333;"><img class="alignleft" src="http://img821.imageshack.us/img821/127/svir.jpg" alt="" width="199" height="133" />La cosa che più fa male è l&#8217;incontro con le vecchiette. Ti si stringe il cuore a vederle lì, in mezzo alla strada, avvicinarsi ai turisti per offrire un mazzo di fiorellini di campo. Sembra fin troppo evidente che la dignità impone loro di offrire qualcosa in cambio di pochi spiccioli, una sorta di elemosina mascherata da acquisto. Le pensioni, in Russia, sono bassissime e i prezzi in continua ascesa. E&#8217; quindi abbastanza facile trovare, specialmente fuori dalle città, anziani che cercano di arrotondare per sopravvivere. Alcuni ti aprono la porta di casa, ti accolgono offrendoti tè e in cambio dell&#8217;ospitalità è normale lasciare qualche rublo nel cestino dignitosamente posto accanto all&#8217;uscita.</span></p>
<p><span style="color:#333333;">Appena la sagoma bianca della nave sbuca da dietro l&#8217;ansa del fiume, Svirstroy si anima. Sul porticciolo le ragazze aprono i loro casottini di souvenir, l&#8217;intagliatore di corteccia di betulla dispone i propri oggetti in bella vista e sul bancone accanto appaiono pesci affumicati. Il primo impatto è con questo piccolo villaggio finto e ben tenuto che fa da schermo al vero villaggio, quello fatto di casette fatiscenti, di bambini che vendono mirtilli, di anziani che ti chiamano per farti visitare le povere case circondate da giardini colorati, confusi, rassegnati ad un inverno che qui regna sovrano da ottobre a maggio, quando anche il grande fiume Svir che unisce i laghi Ladoga e Onega è solo un&#8217;unica lastra di ghiaccio.<span id="more-398"></span></span></p>
<p><span style="color:#333333;">I turisti entrano nel negozietto di alimentari ma escono subito, storcendo il naso. I bambini biondissimi li guardano, perplessi; forse si chiedono perchè ciò che per loro rappresenta la normalità riesca a disgustare così tanto questi turisti esigenti e ben vestiti. Mi chiedo che cosa possano pensare di fronte a questo spettacolo ancor più triste delle vecchiette in cerca di rubli. Sempre più vere mi sembrano le parole di Piovene: viaggiare dovrebbe sempre essere un atto di umiltà.<br />
</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/uotw.wordpress.com/398/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/uotw.wordpress.com/398/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/uotw.wordpress.com/398/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/uotw.wordpress.com/398/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/uotw.wordpress.com/398/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/uotw.wordpress.com/398/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/uotw.wordpress.com/398/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/uotw.wordpress.com/398/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/uotw.wordpress.com/398/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/uotw.wordpress.com/398/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/uotw.wordpress.com/398/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/uotw.wordpress.com/398/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/uotw.wordpress.com/398/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/uotw.wordpress.com/398/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uotw.wordpress.com&amp;blog=9950389&amp;post=398&amp;subd=uotw&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La nebbia di Praga</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 07:14:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>uotw</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Praga]]></category>
		<category><![CDATA[Rep. Ceca]]></category>

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		<description><![CDATA[Si insinua sorniona nell&#8217;anima con stregamenti ed enigmi, dei quali solo essa possiede la chiave. Praga non molla nessuno di quelli che ha catturato. Angelo Ripellino, Praga Magica, 1973 Ci vorrebbe la nebbia. Solo un velo, un pannello sfumato da far calare di fronte alle splendide guglie di Nostra Signora Davanti a Tyn, sullo sfondo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uotw.wordpress.com&amp;blog=9950389&amp;post=389&amp;subd=uotw&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#333333;"><em><img class="alignleft" src="http://img231.imageshack.us/img231/4596/pragae.jpg" alt="" width="191" height="143" />Si insinua sorniona nell&#8217;anima con stregamenti ed enigmi, dei quali solo essa possiede la chiave. Praga non molla nessuno di quelli che ha catturato.</em><br />
<strong>Angelo Ripellino</strong>, Praga Magica, 1973</span></p>
<p><span style="color:#333333;">Ci vorrebbe la nebbia.<br />
Solo un velo, un pannello sfumato da far calare di fronte alle splendide guglie di Nostra Signora Davanti a Tyn, sullo sfondo della severa silhouette di Jan Hus che sembra attraversare la piazza <em>sulla prua del suo rogo di bronzo (Sylvie Germain)</em>.</span></p>
<p><span style="color:#333333;">Ci vorrebbe la nebbia per cercare di nascondere questa ondata di turisti che sciama per le vie del centro, si riunisce ad applaudire davanti all&#8217;orologio del municipio e poi, per la gioia di bancarellari e borseggiatori, invade il Ponte Carlo, si ferma a strofinare, chissà mai perchè, i pannelli bronzei ai piedi della statua di San Giovanni Napucemo fino a renderli scintillanti e si spinge rumorosa fino al Castello per riversarsi nella parodia di quello che fu il Vicolo d&#8217;Oro. <span id="more-389"></span>Chissà che faccia farebbero Kafka e Seifert se potessero vedere questo gregge colorato spintonarsi davanti alle porte delle loro case trasformate in negozietti per turisti. Vorrei essere solo e invece non sono che uno dei tanti che con la loro presenza arricchisce questa città di un po&#8217; di denaro ma la deruba di parte del suo incanto.</span></p>
<p><span style="color:#333333;">Eppure Praga riesce ancora a riservare qualche vaga magia, magari all&#8217;ombra del Cortile di Tyn, a due passi dal caos, dove è ancora possibile sedersi ad un caffè in santa pace senza dover sopportare l&#8217;assurda presenza di vere Trattorie Toscane, come in Malè Namesti, oppure in qualche vicolo che risuona della musica di Chopin o Vivaldi, in un&#8217;atmosfera che ci viene regalata da uno dei tanti musicisti di strada. Si può, se si è fortunati, incorrere in un improvviso temporale che liberi, anche solo per pochi minuti, il selciato del  Ponte Carlo dalla sua folla di visitatori, bancarellari e ladruncoli e ne riveli la bellezza in un brevissimo istante luccicante, al ritorno del sole, prima che venga di nuovo invaso. Oppure si dovrebbe salire su una delle tante torri per ammirare i tetti di Praga e le sue guglie, i suoi campanili, isole affioranti in mezzo a questa alluvione umana. Ma meglio ancora è far suonare la sveglia all&#8217;alba, farsi trasportare dal tram bianco e rosso che sferraglia giù per la collina di Kobylisy regalando scorci bellissimi, scendere verso la Torre delle Polveri e percorrere una Celetna incredibilmente deserta, attraversare stupiti lo splendore della Staromestské Namesti salutando come si conviene il vecchio Hus e poi dirigersi a caso nei vicoli, nelle piazzette, sui ponti di questa meraviglia di pietra gustandosi ogni angolo, ogni palazzo.</span></p>
<p><span style="color:#333333;">Ci vorrebbe la nebbia, ma non c&#8217;è.<br />
E allora almeno cerchiamo di alzare il naso e guardare i frontoni dei palazzi e le loro facciate, fra barocco e art nouveau, le guglie delle torri che si stagliano contro il cielo con un&#8217;eleganza che toglie il respiro. Spingiamoci fino a Vaclavské Namesti, testimone di tutte le gioie e di tutti i dolori di Praga, riciclata come centro commerciale, una fetta di Champs Elysées, piena di negozi e grandi magazzini, bella solo per la sua curvatura ascendente in direzione del Museo Nazionale, buona solo per acquistare qualche CD di musica classica a ottimi prezzi. Cerchiamo almeno di guadagnarci il panorama dal Castello, salendo i gradini fin sotto le guglie di San Vito: tetti, chiese, ponti e torri, e, appena più in basso, i vicoli affollati di Mala Strana che contrastano con la verde tranquillità dell&#8217;isoletta di Kampa, lambita dalle acque della Moldava, regno di anatroccoli, barchette e pedalò.</span></p>
<p><span style="color:#333333;">Cerco di immaginare come possa essere questa città popolata solo dai praghesi, con la loro aria un po&#8217; triste e rassegnata, non troppo amichevoli ma neppure scortesi. Forse aspettano anche loro un temporale improvviso che li liberi, almeno per un po&#8217;, da questa troppa umanità.<br />
</span></p>
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		<title>Ottawa</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 10:46:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Luciano sembra non darsi pace. Troppo poco tempo, accidenti. Come si fa a spiegare Ottawa a questi qua in così poche ore. In realtà per lui la professione di guida è qualcosa di più che un lavoro, è una missione. La capitale del Canada è la città meno battuta dai turisti, come se fosse solo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=uotw.wordpress.com&amp;blog=9950389&amp;post=253&amp;subd=uotw&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#333333;"><img class="alignleft" src="http://farm3.static.flickr.com/2696/4157870030_79c834ab7f_m.jpg" alt="" width="112" height="167" />Luciano sembra non darsi pace. Troppo poco tempo, accidenti. Come si fa a spiegare Ottawa a questi qua in così poche ore. In realtà per lui la professione di guida è qualcosa di più che un lavoro, è una missione.</span></p>
<p><span style="color:#333333;">La capitale del Canada è la città meno battuta dai turisti, come se fosse solo una tappa necessaria imposta dai tour operator ai viaggiatori distratti con la testa già verso altre mete più appetitose. Niente di più sbagliato, dice Luciano. E con ragione. L’impronta inglese è evidente. Il maestoso cambio della guardia sui prati davanti al Parlamento fa tanto Londra con le sue divise rosse nere e le immancabili cornamuse scozzesi. Parliament Hill è invasa dagli scoiattoli e dai turisti mentre la statua di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terry_Fox">Terry Fox</a>, sull’altro lato della strada sembra guardare la  Torre della Pace che svetta sulla spianata.<span id="more-253"></span> E&#8217; una figura di bronzo, rappresenta un ragazzo dal passo deciso, riccioli folti e sguardo aperto, la gamba destra sostituita da una protesi artificiale. Al posto di un condottiero a cavallo, di un politico, di un guerriero, di un conquistatore o di un difensore della patria i canadesi hanno messo questo ragazzo a ricordare a chi entra e chi esce da Parliament Hill, che domina la piazza con la sua splendida  Torre della Pace, chi loro hanno scelto come eroe nazionale. </span><span style="color:#333333;">Poco più in là il Canale Rideau, vero vanto della città con le sue chiuse e i suoi otto chilometri che in inverno si trasformano in una lunghissima pista di pattinaggio.</span></p>
<p><span style="color:#333333;">Il miglior colpo d’occhio lo si ha probabilmente dal Museo delle Civilizzazioni. Da qui lo skyline della città è elegante, specie se accompagnato dalla luce calda di un tramonto estivo</span></p>
<p><span style="color:#333333;"><a href="http://www.flickr.com/photos/dodo712/4157870030/">Immagine Flickr: Ottawa, Parliament Hill</a><br />
</span></p>
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