Le croci di Siauliai
Le croci, in Lituania, sono un simbolo antico e pagano. Si possono ancora ammirare, decorate, all’incrocio dei tetti e sulle facciate delle case. Esistevano già al momento dell’arrivo dei primi cristiani e sono qualcosa di più e di diverso dal simbolo religioso che conosciamo. Forse è per questo che la Collina delle Croci, a pochi chilometri dalla città di Siauliai, non somiglia affatto ad un luogo di pellegrinaggio come tanti altri.
Non ci sono chiese, nè cappelle, nè funzioni religiose ad accompagnare la visita dei pellegrini. Le croci sono migliaia. Grandi e piccole, ricche e povere, decorate oppure semplicissime, portano simboli, stemmi, incisioni con nomi, frasi, date, altre sono completamente anonime; alcune sono abbellite da sciarpe, indumenti, peluches, catenine. Una è semplicemente formata da due matite incrociate tenute assieme da un elastico per capelli. Ogni croce una speranza.
Il luogo è sacro da tempo immemorabile. Leggende parlano di vergini che qui mantenevano perennemente accesi i fuochi sacri dedicati a chissà quale dio. Sembra che un mercante sia venuto qui a piantare una croce nella speranza che sua figlia guarisse dalla malattia che la stava consumando. La cosa funzionò e da allora la piccola collina iniziò ad essere cosparsa di croci. Con l’avvento del cristianesimo le croci assunsero anche un significato religioso. La croce fu anche un simbolo di identità nazionale di resistenza politica nei confronti degli zar russi prima e dell’occupazione sovietica più tardi. Più volte l’Armata Rossa spianò la collina vietando la posa di nuove croci ma ogni volta, come per miracolo, al mattino successivo ne spuntavano di nuove.
“Pensate a quanta speranza è concentrata in questo luogo” dice Raimonda, guida sensibile, con gli occhi lucidi. Tutto intorno regna il silenzio del rispetto, perchè dietro ogni speranza c’è spesso un dolore. Se la speranza degli uomini avesse un suono sarebbe questo tintinnio delle croci nel vento.