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Il castello Wawel

La memoria storica della Polonia è qui, su questa altura, fra le aiuole perfette, gli edifici magnificamente conservati dei palazzi e le cupole dorate delle cappelle dove riposano, sepolti nella cattedrale, gli antichi re. Non sono solo i turisti a visitare questa reliquia storica: anche molti polacchi portano qui i loro bambini perché possano vedere il luogo da dove ha avuto origine la storia del loro paese.

Sotto una delle piccole cupole gemelle della cattedrale troviamo il gioiello inaspettato di un grande e semisconosciuto emigrante toscano, Bartolomeo Berrecci, che approdò da queste parti per scolpire la Cappella di Sigismondo, un gioiello di marmo rosso davanti al cui ingresso il monumento funebre della regina Edvige, bianco e solenne, ricorda quello nel duomo di Lucca di Ilaria del Carretto, signora dei Guinigi. Dalla sagrestia si può salire sulla Torre Sigismondo sulle orme di un’altra leggenda che vuole che una delle cinque campane, la più grande, avesse il potere, con il suo rintocco, di disperdere le nuvole e far risplendere il sole.

Ad un angolo del giardino, poco dietro la Torre dei Ladri, ci aspetta un’altro dei miti di Cracovia. Ma prima di scendere la rampa, lunga e ripida, di gradini che portano alla Grotta del Drago, conviene soffermarsi sul panorama. In basso scorre la Vistola che disegna un ampia curva bordata di piccoli prati verdi e ordinati; in lontananza si può vedere il singolare monumento all’eroe nazionale Kosciuszko, una collinetta artificiale coperta di erba e solcata da stradine bianche decorative. Al momento della fondazione della città gli abitanti si trovarono di fronte ad un insormontabile problema: la collina del Wawel era abitata da un drago che, per risparmiare gli abitanti, pretendeva un tributo pagabile in vergini e fanciulli. Un cavaliere, o secondo altre versioni più popolari un ciabattino, riuscì con l’inganno a far bere il drago fino a farlo scoppiare. La storia ci viene ricordata in ogni negozio o bancarella della città con draghetti verdi e rossi in forma di pupazzi, tazze, portachiavi, magliette, zainetti, e tutto il resto.

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