La Costituzione degli artisti

29 settembre 2011 Lascia un commento

Tutti hanno il diritto di morire ma non è un obbligo.
Costituzione della Repubblica di Užupis, art.3

Questo riportato qui sopra è l’articolo 3 della Costituzione della Repubblica di Užupis, il minuscolo ‘stato’ racchiuso nel cuore della città di Vilnius, bellissima capitale lituana. Užupis, che significa oltre il fiume, nasce nel 1998 in un antico quartiere di artigiani trasformandolo nel distretto dei romantici, dei poeti, degli artisti, costellandolo di gallerie d’arte e di atelier, di caffè e fantasia. La repubblica ha un suo presidente, un suo inno, una bandiera che varia di colore a seconda delle stagioni e anche un esercito formato da diciassette elementi. Lungo i propri confini il 1 aprile, festa nazionale, si possono incontrare gendarmi variopinti armati di timbro da apporre sui passaporti dei visitatori.

Di questa allegra repubblica hanno ormai preso possesso pittori, scultori, musicisti e artisti di ogni genere; hanno dipinto di mille colori vecchie catapecchie, eretto statue e si sono dati perfino una costituzione, appesa ai muri della centrale Paupio gatvé. Il documento, con i suoi quarantuno articoli, sancisce, tra gli altri, il diritto ad un tetto, all’acqua calda, ad essere mediocri o sconosciuti, a essere o possedere cani o gatti. Nei suoi ultimi articoli ricorda fondamentali raccomandazioni quali: non combattere (art. 40), non arrenderti (art. 41). Proprio in base a questi ultimi due articoli il Dalai Lama è stato insignito della cittadinanza onoraria.

Il simbolo nazionale è l’Angelo di Užupis, un cherubino su una colonna posta nella piazza principale. Simboleggia la  libertà d’espressione artistica assicurata in questo quartiere. Eretto nel 2002 ha sostituito una precedente statua raffigurante un gigantesco uovo, venduto poi ad un’asta per finanziare le casse dello stato.

Un unico neo: la repubblica non è riconosciuta da nessun governo ma questo, per gli artisti di Užupis, ha ben poca importanza.

Categories: Post-it Etichette: ,

Le croci di Siauliai

29 agosto 2011 Lascia un commento

Le croci, in Lituania, sono un simbolo antico e pagano. Si possono ancora ammirare, decorate, all’incrocio dei tetti e sulle facciate delle case. Esistevano già al momento dell’arrivo dei primi cristiani e sono qualcosa di più e di diverso dal simbolo religioso che conosciamo. Forse è per questo che la Collina delle Croci, a pochi chilometri dalla città di Siauliai, non somiglia affatto ad un luogo di pellegrinaggio come tanti altri.

Non ci sono chiese, nè cappelle, nè funzioni religiose ad accompagnare la visita dei pellegrini. Le croci sono migliaia. Grandi e piccole, ricche e povere, decorate oppure semplicissime, portano simboli, stemmi, incisioni con nomi, frasi, date, altre sono completamente anonime; alcune sono abbellite da sciarpe, indumenti, peluches, catenine. Una è semplicemente formata da due matite incrociate tenute assieme da un elastico per capelli. Ogni croce una speranza. Continua a leggere…

Categories: Block notes Etichette:

Cordes, all’assalto del cielo

27 luglio 2011 Lascia un commento

Le voyageur qui, de la terrasse de Cordes, regarde la nuit d’été sait ainsi qu’il n’a pas besoin d’aller plus loin et que, s’il veut, la beauté ici, jour après jour, l’enlèvera à toute solitude.
Albert Camus 

Questa citazione  saluta i visitatori proprio all’imbocco della Grande Rue, accanto all’Ufficio del Turismo. In molti si sono riconosciuti in quelle parole e il villaggio si è riempito di scultori, artisti, pittori che, ben prima che il paese mutasse il proprio nome in Cordes-sur-Ciel, nel 1993, hanno piantato qui il loro cavalletto e non se ne sono più andati. Continua a leggere…

Categories: Block notes Etichette: ,

Il castello Wawel

4 marzo 2011 Lascia un commento

La memoria storica della Polonia è qui, su questa altura, fra le aiuole perfette, gli edifici magnificamente conservati dei palazzi e le cupole dorate delle cappelle dove riposano, sepolti nella cattedrale, gli antichi re. Non sono solo i turisti a visitare questa reliquia storica: anche molti polacchi portano qui i loro bambini perché possano vedere il luogo da dove ha avuto origine la storia del loro paese. Continua a leggere…

Categories: Block notes Etichette: ,

Novodevichy

20 ottobre 2010 Lascia un commento

Aspettate che scenda la notte e fermate l’auto sulla Novodevich’ya Naberezhnaya che corre lungo la Moskova, all’altezza del parco. Inoltratevi sotto gli alberi e dopo poche decine di metri incontrerete le oche di bronzo che Barbara Bush ha donato , anni fa, ai bambini di Mosca. Ecco, è proprio a questo punto che, sulla riva del laghetto, gli alberi sembrano aprirsi per lasciar intravedere, illuminato come in una favola, il monastero di Novodevichy, o delle Novizie. E’ sicuro che a questo punto il cuore salterà un colpo. Continua a leggere…

Categories: Block notes Etichette: ,

Il maratoneta di San Pietroburgo

6 ottobre 2010 Lascia un commento

Probabilmente, alla sera, navigando tra i canali di San Pietroburgo, troverete qualcuno che dai ponti saluti il passaggio del vostro battello.

E’ al secondo ponte che me ne accorgo. E’ un ragazzino biondo con la maglietta rossa. Cerca di farsi notare salutando vistosamente. Qualcuno risponde al saluto. Sorrido e faccio lo stesso. Poi, prima ancora che il battello abbia superato completamente il ponte, lui scappa via, correndo. Lo vediamo correre lungo i canali, le piazze, le vie. Pochi minuti più tardi, al ponte successivo, lui è di nuovo lì, pronto ad agitare la mano per farsi notare. Appena si accorge che lo abbiamo visto riprende a correre. Continua a leggere…

Categories: Block notes Etichette: ,

Il buon pilota

9 settembre 2010 Lascia un commento

Si dice che il pilota finlandese Laus Dei Saxell (1914 – 2001) ricevette un mattino d’inverno del 1941 l’ordine di bombardare e radere al suolo gli edifici religiosi, presunto rifugio di partigiani russi, presenti sull’isola di Kizhi, una striscia di terra stretta e lunga sul grande lago Onega, nella Carelia meridionale.

Il giovane pilota si alzò in volo ma una volta giunto sull’obiettivo non trovò traccia del nemico. Vide invece spiccare dal manto di neve la splendida chiesa della Trasfigurazione, isolata in mezzo al bianco invernale. Le innumerevoli guglie di legno, costruite ad incastro senza nemmeno un chiodo, sfidavano il cielo da secoli e non volle essere lui a distruggere una simile meraviglia. Continua a leggere…

Categories: Post-it Etichette:

Tra i due laghi

31 agosto 2010 2 commenti

La cosa che più fa male è l’incontro con le vecchiette. Ti si stringe il cuore a vederle lì, in mezzo alla strada, avvicinarsi ai turisti per offrire un mazzo di fiorellini di campo. Sembra fin troppo evidente che la dignità impone loro di offrire qualcosa in cambio di pochi spiccioli, una sorta di elemosina mascherata da acquisto. Le pensioni, in Russia, sono bassissime e i prezzi in continua ascesa. E’ quindi abbastanza facile trovare, specialmente fuori dalle città, anziani che cercano di arrotondare per sopravvivere. Alcuni ti aprono la porta di casa, ti accolgono offrendoti tè e in cambio dell’ospitalità è normale lasciare qualche rublo nel cestino dignitosamente posto accanto all’uscita.

Appena la sagoma bianca della nave sbuca da dietro l’ansa del fiume, Svirstroy si anima. Sul porticciolo le ragazze aprono i loro casottini di souvenir, l’intagliatore di corteccia di betulla dispone i propri oggetti in bella vista e sul bancone accanto appaiono pesci affumicati. Il primo impatto è con questo piccolo villaggio finto e ben tenuto che fa da schermo al vero villaggio, quello fatto di casette fatiscenti, di bambini che vendono mirtilli, di anziani che ti chiamano per farti visitare le povere case circondate da giardini colorati, confusi, rassegnati ad un inverno che qui regna sovrano da ottobre a maggio, quando anche il grande fiume Svir che unisce i laghi Ladoga e Onega è solo un’unica lastra di ghiaccio. Continua a leggere…

Categories: Block notes Etichette:

La nebbia di Praga

24 giugno 2010 1 commento

Si insinua sorniona nell’anima con stregamenti ed enigmi, dei quali solo essa possiede la chiave. Praga non molla nessuno di quelli che ha catturato.
Angelo Ripellino, Praga Magica, 1973

Ci vorrebbe la nebbia.
Solo un velo, un pannello sfumato da far calare di fronte alle splendide guglie di Nostra Signora Davanti a Tyn, sullo sfondo della severa silhouette di Jan Hus che sembra attraversare la piazza sulla prua del suo rogo di bronzo (Sylvie Germain).

Ci vorrebbe la nebbia per cercare di nascondere questa ondata di turisti che sciama per le vie del centro, si riunisce ad applaudire davanti all’orologio del municipio e poi, per la gioia di bancarellari e borseggiatori, invade il Ponte Carlo, si ferma a strofinare, chissà mai perchè, i pannelli bronzei ai piedi della statua di San Giovanni Napucemo fino a renderli scintillanti e si spinge rumorosa fino al Castello per riversarsi nella parodia di quello che fu il Vicolo d’Oro. Continua a leggere…

Categories: Block notes Etichette: ,

Ottawa

21 maggio 2010 Lascia un commento

Luciano sembra non darsi pace. Troppo poco tempo, accidenti. Come si fa a spiegare Ottawa a questi qua in così poche ore. In realtà per lui la professione di guida è qualcosa di più che un lavoro, è una missione.

La capitale del Canada è la città meno battuta dai turisti, come se fosse solo una tappa necessaria imposta dai tour operator ai viaggiatori distratti con la testa già verso altre mete più appetitose. Niente di più sbagliato, dice Luciano. E con ragione. L’impronta inglese è evidente. Il maestoso cambio della guardia sui prati davanti al Parlamento fa tanto Londra con le sue divise rosse nere e le immancabili cornamuse scozzesi. Parliament Hill è invasa dagli scoiattoli e dai turisti mentre la statua di Terry Fox, sull’altro lato della strada sembra guardare la Torre della Pace che svetta sulla spianata. Continua a leggere…

Categories: Block notes Etichette: , ,
Follow

Get every new post delivered to your Inbox.